Il seminario e-learning accreditato CNAPPC, valido per l’acquisizione di CFP per la formazione continua degli architetti, esplora il complesso e fondamentale mondo della sostenibilità certificata, chiarendo la differenza tra le diverse certificazioni e analizzando i vantaggi per i professionisti.

Qual è la differenza tra certificazione di sistema e di prodotto?

In un mercato in cui il termine “sostenibilità” è spesso abusato, affidarsi ad aziende che possono dimostrare oggettivamente il proprio impegno diventa un asset strategico per chi progetta e dirige i lavori. Le certificazioni volontarie si dividono in tre grandi macrocategorie: di sistema, di prodotto e di mercato.
Le certificazioni di sistema (come le norme ISO) riguardano il perimetro aziendale e lo stabilimento produttivo, definendo come l’azienda è organizzata e come gestisce i propri processi interni.
Le certificazioni di prodotto, invece, si concentrano sulle prestazioni e sull’impatto di un singolo bene immesso sul mercato.
Le certificazioni di mercato sono specifiche autorizzazioni necessarie per commercializzare determinati prodotti in alcuni paesi che impongono test stringenti su parametri precisi (es. consumo idrico).

Scegliere un’azienda con un unico stabilimento produttivo certificato offre una garanzia superiore: i dati ambientali non sono frutto di medie ponderate tra fabbriche sparse per il mondo, ma misurazioni reali e verificabili di un processo tracciabile e univoco.

Le certificazioni ISO: qualità, ambiente, sicurezza ed energia

Il percorso verso la sostenibilità inizia sempre con la gestione della qualità. La ISO 9001 è la base di un’azienda strutturata: garantisce che i processi siano tracciati, verificati e standardizzati. Per il progettista, questo si traduce in prodotti dalle prestazioni costanti e in una drastica riduzione delle difettosità in cantiere.

Il passo successivo è la ISO 14001 (certificazione ambientale), che obbliga l’azienda al rispetto rigoroso di tutta la complessa normativa ambientale (emissioni, scarichi idrici, rifiuti) e la impegna in un processo di miglioramento continuo misurabile di anno in anno.
A queste si aggiungono certificazioni ad alto impatto sociale e gestionale: la ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro, che garantisce processi produttivi etici ed ergonomici a tutela dei lavoratori, e la ISO 50001 per l’efficienza energetica, volta a minimizzare lo spreco di risorse.

Carbon Footprint ed EPD: misurare l’impatto ambientale

Come fa un progettista a conoscere il reale impatto del materiale che sta prescrivendo? Intervengono due strumenti fondamentali:

  • la Carbon Footprint (ISO 14064): misura l’impronta di carbonio (CO2) dell’intera organizzazione aziendale, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento del prodotto a fine vita, valutando anche impatti indiretti come gli spostamenti dei dipendenti
  • l’EPD (Environmental Product Declaration): è la certificazione di prodotto che determina esattamente quanta CO2 è stata emessa per produrre, ad esempio, uno specifico lavabo.

L’EPD è lo strumento operativo per eccellenza per l’architetto: permette l’accesso agli appalti pubblici verdi (GPP), fornisce punteggi fondamentali per i protocolli di bioedilizia internazionali come LEED o BREEAM e garantisce la rispondenza ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) richiesti dalla normativa italiana.

ESG: la sostenibilità oltre l’ambiente

La sostenibilità non è solo ecologia. Il rating ESG (Environmental, Social, Governance) è il vero termometro dell’impegno aziendale verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un alto rating ESG dimostra che l’azienda investe in modo trasparente non solo per abbattere il proprio inquinamento, ma anche per promuovere progetti ad alto impatto sociale, come il finanziamento di reti idriche nei Paesi in via di sviluppo, progetti contro la deforestazione o politiche attive per l’inclusione femminile.

Perché il progettista dovrebbe scegliere un’azienda certificata?

I vantaggi per l’architetto e il direttore dei lavori sono tangibili ed estesi:

  1. garanzia normativa e tecnica: un prodotto certificato tutela il professionista sul piano legale, assicurando il rispetto delle portate ai carichi o della fluidodinamica per l’igiene
  2. accesso agli appalti: l’uso di prodotti con EPD e ISO 14001 è indispensabile per accedere a bandi pubblici e ottenere punteggi nei protocolli LEED
  3. riduzione degli imprevisti in cantiere: processi aziendali tracciati (ISO 9001) garantiscono forniture standardizzate e un’assistenza postvendita affidabile, permettendo di risalire dalla singola matricola al giorno esatto e alla composizione dell’impasto
  4. valore etico del progetto: specificare prodotti realizzati da aziende certificate ISO 45001 ed ESG significa elevare la reputazione del progetto stesso, garantendo che i materiali impiegati non siano frutto di sfruttamento lavorativo o disastri ambientali.

Dietro la forma di un oggetto di design c’è un mondo produttivo di estrema complessità. Scegliere prodotti supportati da audit di enti terzi indipendenti trasforma la sostenibilità da semplice slogan commerciale a dato misurabile e verificabile, offrendo al progettista la massima tranquillità operativa.


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